La mia storia musicale non comincia con uno strumento, ma con un divieto.
Mio padre, batterista professionista di lunga data (per un certo periodo era stato batterista di Perez Prado), non voleva che io suonassi la batteria. Forse temeva la fatica a causa della mia salute cagionevole, forse conosceva troppo bene quel mondo. Così mi iscrisse prima a un corso di pianoforte e solfeggio, poi a uno di chitarra. Ma io non riuscivo a trovare me stesso in nessuno di quegli strumenti. Dentro di me c’era un ritmo che voleva uscire, e quel ritmo aveva bisogno di tamburi. Alla fine, di nascosto, iniziai a suonare la batteria con un gruppetto di amici nella cantina di una scuola. Un giorno registrai una prova su una cassetta. A casa la stavo riascoltando quando mio padre si fermò sulla soglia della mia stanza e mi chiese, con un tono serio che non dimenticherò mai: «Chi sta suonando la batteria?» Risposi, intimorito ma orgoglioso, che ero io. «Chi ti ha insegnato?» «Nessuno… suono da qualche mese e studio da autodidatta» da quel momento qualcosa cambiò. Non disse che avevo fatto bene, non mi fece complimenti ma iniziò a darmi consigli, a correggermi, a guidarmi. Era il suo modo di riconoscere che quella poteva essere davvero la mia strada. Vi racconterei anche la sua storia, ma questo ricordo diventerebbe troppo lungo e forse, in fondo, è già dentro la mia. Passarono gli anni, mi comprai la prima batteria e nel 1987 iniziai a studiare teoria musicale, strumento e
solfeggio come batterista e percussionista presso il Piccolo Conservatorio Milano Musica” sotto la guida del maestro Prina. La disciplina entrò nella mia vita, ma nel 1990 arrivò la svolta definitiva: lasciai definitivamente la batteria perché il mio gruppo di allora si disgregò ed anche perché non disponevo di uno spazio dove esercitarmi ed ogni volta significava trascinare lo strumento su e giù per quattro piani (senza ascensore) e quella fatica finì per spegnere il mio entusiasmo.
Deluso mi comprai un basso elettrico, pensando che con sole quattro corde sarebbe stato facile suonarlo il basso accese in me qualcosa di speciale. Studiavo al Centro Formazione Musica di Corsico con il maestro Marco Mistrangelo, ed ogni lezione era una rivelazione. Lui non era un maestro “tradizionale”, ma un ragazzo più giovane di me che mi trasmetteva tutto il suo amore per questo strumento. Mi impegnavo a studiare dopo cena fino al mattino successivo e nel tempo libero, per diventare ‘armonico’ come un tastierista e ‘ritmico’ come un batterista. Dopo due anni e mezzo iniziai a suonare come bassista con musicisti più bravi di me. Questo mi costringeva a cercare di essere sempre all’altezza ed a studiare sempre di più.
Nel 1992 iniziarono le prime collaborazioni: Walking Heads, gruppi minori, e lo studio con il maestro Ezio Salfa.Nel 1993 fondai il gruppo Halta Frequenza, un progetto che per me divenne un laboratorio creativo ed importante. Dietro quel nome ci sono amicizie ancora vive, prove infinite, esperimenti sonori e la sensazione di costruire qualcosa di autentico.
Nel 1994 entrai a far parte di una big band, immergendomi in un contesto orchestrale che richiedeva precisione ed ascolto. Nel 1995 frequentai la Nuova Accademia di Musica Moderna, studiando con il maestro Giacomo Lampugnani che ampliò radicalmente la mia visione della musica e dello studio sullo strumento, e nel 1996 rifondai gli Halta Frequenza con una formazione più matura.

Dal 1997 ad oggi ho avuto il privilegio di suonare con molti musicisti (di alcuni purtroppo non ricordo più il nome), ognuno dei quali ha lasciato un segno nel mio modo di intendere il basso e la musica. Oggi continuo a studiare, a suonare ed a cercare nuove strade. La musica per me non è mai stata un capitolo chiuso, ma un percorso in continua evoluzione. Per questo sono attualmente alla ricerca di nuove collaborazioni, nuovi progetti e nuove persone con cui condividere questa fortissima passione.
Se cercate un bassista chiamatemi!
Desidero esprimere un sincero ringraziamento:
- ai miei docenti: Marco Mistrangelo, Ezio Salfa e Giacomo Lampugnani.
- ai maestri: Marco Bianchi, Giorgio Di Tullio ed un pensiero affettuoso al caro Silvio Verdi, che ci ha lasciati anni fa, per tutte le volte che mi hanno permesso di ascoltarli e di imparare cosa vuole dire essere un vero musicista, durante le loro prove come trio “Everest”, ispirandomi nel profondo dell’anima
- a tutti i musicisti: che in questi tanti anni hanno collaborato e condiviso questa passione con me
Alcuni nomi..
Batteristi: Maurizio Beretta, Marco Scacchetti, Luca Turolla, Enzo Morreale
Chitarristi: Maurizio Indiano, Francesco Nicastro, Mauro Varisco, Andrea Vendramin, Mario Manduci, Marco Biassoni
Pianisti/tastieristi: Andrea Rogato, Andrea Gallina, Angelo Jannazzone
Sassofonisti: Matteo Battiston, Alfonso Izzo, Roberto Del Balzo
Voci: Roberta Calende, Dinara Timergaleeva, Simona Scardino

